News
  • MEDIAZIONI PRESSO LA FILIALE DI FORLI'
    L'Organismo opera a Forli' in Via Domenico Martoni 9e, press...
    leggi

La Società Liberi Conciliatori

Il decreto legislativo n.28 del 4 marzo 2010, introducendo nell'ordinamento italiano l'istituto della mediazione civile e commerciale ha costretto tutti i cittadini, ma in primo luogo gli operatori del diritto ed i soggetti economici, a confrontarsi con un modo di affrontare una controversia del tutto nuovo.

Infatti, nonostante già vecchi detti popolari traessero dall'esperienza che è meglio un cattivo accordo di una causa vinta, pensare di rivolgersi ad un terzo che non decidesse chi tra i contendenti ha ragione, ma ne componesse i contrapposti interessi, evitando una battaglia giudiziaria, non era proprio della nostra cultura.

Certo, non era sconosciuto al nostro modo di essere, ricorrere alla buona parola di persone stimate e di riconosciuto buon senso (il Parroco, qualche Notabile) per tentare un componimento. Bisogna poi dare atto della ostinazione con cui gli stessi Avvocati, il più delle volte, tentano di trovare un accordo per evitare il ricorso ai Tribunali.

Ma rivolgersi, per tale scopo, ad un professionista dotato di una specifica formazione culturale e indifferente alle parti in conflitto, proprio non faceva parte della nostra cultura (nonostante timidi tentativi in tal senso già posti in essere dal legislatore con il tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di lavoro e la conciliazione societaria).

Sinceramente, all'entrata in vigore della legge, che ha imposto in determinate materie, l'obbligo di tentare la conciliazione, la mia reazione è stata di rifiuto.
Mi pareva che una volta di più, lo Stato si introducesse nella sfera privata dei cittadini, costringendoli a tentare di conciliare (come se già non tentassero da soli) di fronte a soggetti dallo Stato stesso selezionati (quindi imposti, in certo modo) e con l'aggravante che ciò deve avvenire a pagamento del cittadino stesso.

Poi sono entrato in rapporti, prima professionali, poi di amicizia, con un Barrister Inglese (il Barrister è il professionista abilitato a presentare un caso ad una Corte ed in tutta l'Inghilterra ce ne sono circa 1500).
Mi ha detto quanti casi ha un Giudice Inglese (in un anno) ed ha assunto un'espressione incredula quando gli ho tetto quanti casi ha un Giudice Italiano (in un anno).

Ma allora come fate? gli ho chiesto.
Conciliamo, mi ha risposto.

Senza volere il Barrister ha gettato un seme, che è germogliato nella mia testa attraverso rimuginamenti e riflessioni varie.
In effetti, per ottenere una sentenza sono necessari anni.

L'esito poi è spesso imprevedibile, per via delle continue modifiche di leggi ed evoluzione di giurisprudenza.
Al peso dell'incertezza protratta per anni, deve riconoscersi un costo: il costo e le rinunce della conciliazione sono certo minori.
Mi sono dunque pentito ed ho pensato, assieme ad altri, di creare un organismo di conciliazione, composto da professionisti motivati e capaci, tutti mossi dall'aspirazione a fare bene, per l'interesse di chi richiede la loro opera e conseguentemente per loro stessi.

Così è nata la Società Liberi Conciliatori, nel cui nome si è voluto richiamare il valore massimo dato all'uomo, la libertà.
In rispetto della libertà di ognuno, l'organismo non si pone quindi come antagonista di nessuno, non pretende di sostituirsi agli Avvocati o agli altri operatori del diritto e dell'economia, tantomeno ai Giudici: vuole solo offrire con onestà e competenza un servizio a chi lo richieda.

Un Avvocato pentito.
Società Liberi Conciliatori © 2014 • Privacy Policy